📌 Domanda:
Quali sono le indicazioni per il trattamento con onde d’urto focali erogato dal SSN, considerando che il rimborso è previsto solo per tre patologie? È necessario limitarsi a queste, oppure è possibile trattare altre condizioni in regime privatistico?
✅ Risposta:
L’erogazione del trattamento con onde d’urto focali a carico del SSN è regolata a livello nazionale dai LEA e prevede il riconoscimento e il rimborso esclusivamente per tre patologie, con un massimo di tre sedute per ciclo terapeutico, ripetibile una sola volta all’anno per ciascuna patologia. L’applicazione della normativa può variare in base a specifiche delibere regionali, che possono estendere l’accesso al trattamento per altre indicazioni. Tutte le condizioni non incluse nelle patologie riconosciute dal SSN possono essere trattate in regime privatistico.
📌 Domanda:
Quali titoli sono necessari per effettuare onde d’urto in convenzione con il SSN? È indispensabile la specializzazione in radiodiagnostica o esistono altre specializzazioni riconosciute per questa prestazione?
✅ Risposta:
L’unica regione italiana in cui la convenzione per le onde d’urto era gestita dalla Radiologia è il Piemonte. Tuttavia, con l’aggiornamento dei nuovi LEA, questa prestazione è stata attribuita alla Fisiatria e all’ Ortopedia , con il codice 98595, ma solo per la terapia con onde d’urto focalizzate. Inoltre, il SSN riconosce il trattamento esclusivamente per tre patologie specifiche e per un massimo di tre sedute all’anno per ciascuna patologia.
Le regioni italiane dovrebbero adeguarsi a breve a questa normativa (ad esempio, la Regione Lombardia ha già recepito i nuovi LEA con una delibera dedicata).
Per quanto riguarda l’accesso alla convenzione regionale, il processo varia da regione a regione. In generale, è necessario:
- Ottenere l’accreditamento per l’erogazione della prestazione, che, in base al recente decreto, rientra in ambito Fisiatrico o Ortopedico.
- Accedere al convenzionamento, che dipende dalle disposizioni delle aziende sanitarie territoriali (ATS, USSL, APPS, ecc.), dall’assessorato regionale alla sanità e dai budget disponibili per le prestazioni ambulatoriali.
Si consiglia di verificare le disposizioni specifiche riferite alla propria regione di appartenenza