Quesiti Clinici

Benvenuto nella sezione dedicata ai Quesiti Clinici sulle Onde d’Urto. Qui raccogliamo le domande più frequenti e le risposte fornite dai nostri esperti, con l’obiettivo di offrire informazioni validate e utili alla comunità scientifica e ai professionisti del settore.

Se hai un quesito specifico su protocolli terapeutici, indicazioni cliniche, effetti collaterali o normative legate all’uso delle onde d’urto, puoi consultare le risposte già pubblicate oppure inviare la tua domanda tramite il modulo di contatto.

📌 Come funziona?

  • Trova le domande già pubblicate nella sottostante SEZIONE FAQ
  • Se non trovi la risposta che cerchi, invia il tuo quesito compilando il modulo.
  • Le domande di interesse generale verranno selezionate, validate e pubblicate in forma anonima con la relativa risposta.

🔬 Obiettivo
Migliorare la diffusione delle conoscenze sulle onde d’urto e creare un punto di riferimento per la comunità medica e scientifica.

💡 Consulta le risposte o invia il tuo quesito!

Sezione FAQ

📌 Domanda:

Quali sono le indicazioni per il trattamento con onde d’urto focali erogato dal SSN, considerando che il rimborso è previsto solo per tre patologie? È necessario limitarsi a queste, oppure è possibile trattare altre condizioni in regime privatistico?

Risposta:

L’erogazione del trattamento con onde d’urto focali a carico del SSN è regolata a livello nazionale dai LEA e prevede il riconoscimento e il rimborso esclusivamente per tre patologie, con un massimo di tre sedute per ciclo terapeutico, ripetibile una sola volta all’anno per ciascuna patologia. L’applicazione della normativa può variare in base a specifiche delibere regionali, che possono estendere  l’accesso al trattamento per altre indicazioni. Tutte le condizioni non incluse nelle patologie riconosciute dal SSN possono essere trattate in regime privatistico.

 

📌 Domanda:

Quali titoli sono necessari per effettuare onde d’urto in convenzione con il SSN? È indispensabile la specializzazione in radiodiagnostica o esistono altre specializzazioni riconosciute per questa prestazione?

Risposta: 

L’unica regione italiana in cui la convenzione per le onde d’urto era gestita dalla Radiologia è il Piemonte. Tuttavia, con l’aggiornamento dei nuovi LEA, questa prestazione è stata attribuita alla Fisiatria e all’ Ortopedia , con il codice 98595, ma solo per la terapia con onde d’urto focalizzate. Inoltre, il SSN riconosce il trattamento esclusivamente per tre patologie specifiche e per un massimo di tre sedute all’anno per ciascuna patologia.

Le regioni italiane dovrebbero adeguarsi a breve a questa normativa (ad esempio, la Regione Lombardia ha già recepito i nuovi LEA con una delibera dedicata).

Per quanto riguarda l’accesso alla convenzione regionale, il processo varia da regione a regione. In generale, è necessario:

  1. Ottenere l’accreditamento per l’erogazione della prestazione, che, in base al recente decreto, rientra in ambito Fisiatrico o Ortopedico.
  2. Accedere al convenzionamento, che dipende dalle disposizioni delle aziende sanitarie territoriali (ATS, USSL, APPS, ecc.), dall’assessorato regionale alla sanità e dai budget disponibili per le prestazioni ambulatoriali.

Si consiglia di verificare le disposizioni specifiche riferite alla propria regione di appartenenza

📌 Domanda:
Nel caso di un paziente con pregressa neoplasia mammaria, trattata chirurgicamente e con successive terapie sistemiche (chemioterapia e ormonoterapia attualmente in corso), si pone il quesito se il trattamento con onde d’urto focali al gomito omolaterale alla sede tumorale possa essere considerato sicuro. In particolare, si chiede se la sola anamnesi oncologica, in assenza di recidive locali o lesioni attive in prossimità dell’area da trattare, rappresenti una controindicazione al trattamento.

✅ Risposta:

In merito al tema “onde d’urto e patologie tumorali”, le raccomandazioni nazionali (SITOD) e internazionali (ISMST) – consultabili nei rispettivi siti web nelle sezioni dedicate – includono tra le controindicazioni il “tumore maligno in prossimità dell’area da trattare” (“malignant tumor in the treatment area”, non come patologia di base).

È pertanto opportuno, come anche per i pazienti non affetti da patologia tumorale, effettuare un adeguato screening strumentale locale, volto ad escludere l’eventualità sopra descritta.

Nel caso in cui dovessero permanere dubbi specifici, è sicuramente raccomandato il consulto con l’oncologo curante, lasciando comunque la decisione finale alla discrezionalità clinica del medico operatore.

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